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Come determinare lo stato di chetosi con un monitoraggio continuo del glucosio, senza prelievi di sangue


L'essenza della chetosi nutrizionale è semplice: quando l'organismo non riceve abbastanza glucosio, il fegato produce corpi chetonici dagli acidi grassi, principalmente beta-idrossibutirrato (BHB).

La domanda non è come funzioni, ma come sapere se questo stato sia già/ancora in corso.

 

La misurazione precisa e i suoi limiti pratici

La determinazione precisa dei livelli di chetoni è possibile oggi solo tramite sangue capillare.


Zone utilizzate nella pratica clinica:

• 0,0 – 0,5 mmol/L: livello base di chetoni, nessuna chetosi

• 0,5 – 1,5 mmol/L: combustione lenta dei grassi, inizio della chetosi nutrizionale

• 1,5 – 3,0 mmol/L: combustione moderata e ottimale dei grassi

• 3,0 – 5,0 mmol/L: combustione rapida dei grassi

• Sopra 5,0 mmol/L: chetosi da digiuno, sopra 10 mmol/L rischio di chetoacidosi 

La misurazione del BHB nel sangue è precisa, ma complicata. Richiede una puntura del dito, strisce reattive e misurazioni plurigiornaliere, motivo per cui pochi la eseguono regolarmente nella vita quotidiana.

Il test dell'acetone nelle urine segnala con un ritardo di 12-24 ore, mentre la misurazione dell'acetone nell'alito mostra variazioni individuali.


Al contrario, il monitoraggio continuo del glucosio (CGM) è oggi ampiamente disponibile, fornisce dati minuto per minuto e non è invasivo.

 

Due curve correlate

La fisiologia del digiuno idrico fornisce uno schema ben riproducibile.

La prima correlazione è l'aumento dei livelli di chetoni nel tempo:

• 24 ore di digiuno: ∼1,0 mmol/L – combustione dei grassi avviata

• 36 ore di digiuno: ∼2,0 mmol/L – combustione ottimale dei grassi

• 48 ore di digiuno: ∼3,0 mmol/L – combustione rapida dei grassi

 

La seconda correlazione è il movimento speculare di glicemia e chetoni in 72 ore. Man mano che la glicemia scende, i chetoni aumentano, poiché entrambi sono regolati dallo stesso ambiente ormonale: bassa insulina e glucagone elevato.

 

Valori medi di glicemia e chetoni misurati durante il digiuno idrico

Questa proporzionalità inversa permette di effettuare una stima.

Come si può stimare la chetosi dai dati CGM?

La tabella non afferma che il glucosio sia uguale ai chetoni. Mostra quale schema di glucosio corrisponde a quale zona di chetoni.


La stima si basa su tre parametri:

1. Media del glucosio a digiuno

Se per 3 giorni consecutivi la media a digiuno è compresa tra 4,0 e 5,5 mmol/L e non si verifica alcun picco post-prandiale superiore a 5,5 mmol/L, ciò corrisponde molto probabilmente a una zona ottimale di chetoni tra 1,5 e 3,0 mmol/L.

2. Variabilità glicemica

In chetosi, la variabilità giornaliera è bassa. Un CV (coefficiente di variazione) inferiore al 15% e un'oscillazione notturna inferiore a 0,3 mmol/L indicano l'inizio della chetosi nutrizionale.

3. La regola delle 24–48 ore

Se dopo 24 ore la media scende sotto i 4,5 mmol/L, la combustione dei grassi è iniziata. Se dopo 36 ore si stabilizza sotto i 4,2 mmol/L, parliamo di zona ottimale; se dopo 48 ore rimane sotto i 3,9 mmol/L senza sintomi, parliamo di combustione rapida dei grassi.

In pratica, quindi, non è necessaria una precisione da laboratorio, ma una classificazione in zone. Per rispondere alla domanda se l'organismo sia in chetosi, è sufficiente una valutazione congiunta del trend del CGM e della tabella sopra riportata.

 

Quando non è possibile applicare la stima?

La relazione glucosio-chetoni non può essere valutata in caso di diabete di tipo 1, trattamento con inibitori SGLT2, gravidanza o apporto proteico estremamente elevato (>2,5 g/kg di peso corporeo). In questi casi, è autorevole esclusivamente la misurazione del BHB nel sangue.

 

Sintesi

Un livello preciso di chetoni può essere determinato solo dal sangue, ma la presenza di chetosi può essere stimata dai dati di un monitoraggio continuo del glucosio, se si conosce la dinamica inversa di 72 ore tra glicemia e chetoni.

I livelli di glucosio corrispondenti ai valori di 1,0 mmol/L a 24 ore, 2,0 mmol/L a 36 ore e 3,0 mmol/L a 48 ore forniscono un riferimento su quale zona di combustione dei grassi (base, lenta, ottimale o rapida) stia percorrendo l'organismo.


Mantenersi in chetosi è notevolmente facilitato dall'uso dell'allulosio.

Che il Cielo e la chetosi siano con te!

 

 

Questo scritto ha finalità educative e non costituisce parere medico. Si consiglia una consultazione prima di digiuni prolungati o cambiamenti dietetici.

 

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