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D-allulosio nel metabolismo dei carboidrati e dei grassi

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Ungherese Inglese Spagnolo

 

Fonte: DergiPark Akademic, 2019.

 

 

A causa delle mutevoli condizioni di vita, l'incidenza dell'obesità e delle malattie endocrine correlate è aumentata.

Oltre al cambiamento dello stile di vita, si è iniziato a cercare altre opzioni di trattamento per prevenire queste malattie.

Il D-allulosio è un epimero del fruttosio in posizione C-3 e si trova raramente in natura.

L'allulosio esercita i suoi effetti attraverso vari meccanismi, tra cui forti effetti antiossidanti, attività inibitoria contro gli enzimi digestivi intestinali, traslocazione della glucochinasi dal nucleo epatico al citoplasma, nonché trasporto competitivo del glucosio attraverso la mucosa intestinale.

Inoltre, possiede anche effetti anti-iperlipidemici e anti-ipertrigliceridemici legati al metabolismo dei grassi.

Gli studi di tossicità condotti con il D-allulosio sui ratti non hanno mostrato alcun effetto avverso ed è considerato sicuro.

Poiché assunto per via orale riduce l'assorbimento dei monosaccaridi, aumenta l'ossidazione degli acidi grassi e sopprime l'ossidazione del glucosio, può essere considerato un metodo di trattamento alternativo accanto al cambiamento dello stile di vita per la gestione dell'obesità e delle malattie correlate.

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Il D-allulosio nel metabolismo dei carboidrati e dei grassi

Introduzione

Il D-allulosio (noto anche come D-psicosio) è un monosaccaride raro che si trova naturalmente in piccole quantità nella frutta secca, nello zucchero di canna e nello sciroppo d'acero.

Chimicamente ha una struttura identica a quella del fruttosio, differendo solo nella configurazione di uno dei gruppi ossidrilici, il che altera radicalmente i suoi percorsi metabolici e il suo contenuto energetico.

A differenza dello zucchero tradizionale, il D-allulosio non viene in gran parte metabolizzato in glucosio dall'organismo, pertanto il suo contenuto energetico è solo di circa 0,4 kcal/g, rispetto ai 4 kcal/g del saccarosio.


Nell'ultimo decennio, numerose ricerche hanno esaminato come questo "zucchero senza calorie" influenzi il metabolismo umano dei carboidrati e dei grassi, la regolazione del peso corporeo e la sensibilità all'insulina.


Proprietà biochimiche

Il D-allulosio è un epimero del fruttosio in posizione C-3, il che gli conferisce proprietà speciali nelle interazioni enzimatiche.

Il sistema dei trasportatori del glucosio (GLUT5) è in grado di assorbirlo dall'intestino, ma l'allulosio non viene convertito in glucosio dal fegato poiché manca l'ulteriore metabolismo avviato dalla fruttochinasi.

Ciò comporta che il D-allulosio che entra nel flusso sanguigno venga escreto invariato con l'urina dopo un breve periodo.


Attraverso questo meccanismo, il D-allulosio è in grado di modulare il metabolismo dei carboidrati senza fungere da vera e propria fonte energetica.

Il suo effetto sulla glicemia e sulla risposta insulinica è clinicamente trascurabile.


Effetti sul metabolismo dei carboidrati

Regolazione dei livelli di glicemia e insulina

Il D-allulosio inibisce l'assorbimento del glucosio nell'intestino e favorisce la sintesi del glicogeno epatico, riducendo al contempo la gluconeogenesi epatica.

Secondo studi sugli animali, l'integrazione di D-allulosio aumenta la sensibilità all'insulina e riduce l'aumento della glicemia post-prandiale.

Ciò è particolarmente rilevante tra le strategie terapeutiche complementari per il diabete di tipo 2.


Meccanismi enzimatici

A livello biochimico, il D-allulosio attiva la via PI3K/Akt coinvolta nella via di segnalazione dell'insulina, che promuove la traslocazione dei trasportatori di glucosio GLUT4 nella membrana cellulare.

Questo effetto facilita l'assorbimento del glucosio nelle cellule muscolari e adipose, senza innescare il rilascio di insulina.


Inoltre, secondo alcuni studi, l'allulosio è in grado di inibire l'enzima alfa-glucosidasi, rallentando così la scomposizione dei carboidrati complessi nell'intestino: questo effetto modera ulteriormente l'aumento della glicemia post-prandiale.


Effetti sul metabolismo dei grassi

Profilo lipidico e grasso viscerale

Esperimenti clinici e preclinici mostrano che il D-allulosio riduce significativamente la quantità di grasso viscerale, un fattore chiave per la sindrome metabolica e l'insulino-resistenza. L'allulosio inibisce gli enzimi chiave della lipogenesi, come l'acetil-CoA carbossilasi (ACC) e l'acido grasso sintasi (FAS), stimolando contemporaneamente l'ossidazione degli acidi grassi nel fegato.


Ossidazione mitocondriale ed equilibrio energetico

Il D-allulosio aumenta l'attività della proteina chinasi attivata dall'AMP (AMPK), che è il principale enzima regolatore dell'ossidazione degli acidi grassi.

L'attivazione dell'AMPK inibisce contemporaneamente la formazione di nuovi acidi grassi e favorisce il consumo energetico mitocondriale.


Attraverso questo processo, l'allulosio gioca un ruolo anche nel mantenimento dell'omeostasi energetica: l'organismo spende più energia per la scomposizione delle riserve di grasso, ottimizzando al contempo l'ossidazione dei carboidrati.


Termogenesi e controllo del peso corporeo

Negli esperimenti su modelli animali, è stato dimostrato che il consumo di D-allulosio promuove l'attivazione del tessuto adiposo bruno e aumenta la termogenesi.

Il maggiore dispendio energetico è in parte correlato all'aumento dell'espressione dell'UCP1 (uncoupling protein-1), che è la chiave per la produzione di calore e l'ossidazione dei grassi.


Negli studi sull'uomo, un'assunzione giornaliera di 5-10 g di D-allulosio è stata associata a un indice di massa corporea (BMI) più basso e a un profilo lipidico più favorevole.

L'effetto deriva dal miglioramento dell'efficienza dell'ossidazione dei grassi, oltre alla moderata riduzione dell'apporto calorico.


Relazione tra metabolismo epatico e intestinale

Una parte significativa del D-allulosio si accumula temporaneamente nel fegato e successivamente viene escreta senza essere convertita in glucosio.

Questo ciclo "metabolicamente inerte" riduce la produzione di glucosio epatico, il che supporta la stabilità dei livelli di zucchero nel sangue.


A livello del microbiota intestinale, l'allulosio influenza favorevolmente la composizione batterica: promuove la crescita dei ceppi di tipo Bacteroidetes, che riducono l'efficienza dell'assorbimento energetico e contrastano l'accumulo di grasso.


Stress ossidativo ed effetti antinfiammatori

Il D-allulosio possiede proprietà antiossidanti, essendo in grado di ridurre i livelli di specie reattive dell'ossigeno (ROS) nelle cellule epatiche e adipose.

Questo effetto si realizza in parte attraverso la via di segnalazione dipendente dall'AMPK e contribuisce alla protezione contro l'insulino-resistenza.


Alcuni studi sugli animali hanno inoltre dimostrato che l'allulosio riduce l'espressione delle citochine infiammatorie epatiche (es. TNF-α, IL-6), rallentando così la progressione della steatosi epatica non alcolica (NAFLD).


D-Allulosio nella prevenzione dell'obesità e della sindrome metabolica

Oltre alla riduzione del grasso viscerale, il consumo a lungo termine di allulosio migliora l'equilibrio tra leptina e adiponectina, che è la chiave per l'omeostasi dell'appetito e dell'energia.

Attraverso il ripristino della sensibilità alla leptina, l'allulosio può supportare il controllo del peso corporeo a lungo termine.


Sulla base degli studi sull'uomo, l'allulosio può essere consumato in sicurezza fino a una dose di 0,4 g/kg di peso corporeo al giorno; come effetto collaterale, in caso di dosi maggiori, sono stati segnalati solo disturbi gastrointestinali lievi e transitori (gonfiore, lieve diarrea).


Panoramica sul metabolismo cellulare

Gli effetti metabolici dell'allulosio a livello cellulare si realizzano attraverso i seguenti meccanismi:

  • Attivazione dell'AMPK: promuove l'ossidazione degli acidi grassi e inibisce la lipogenesi.
  • Modulazione della segnalazione PI3K-Akt: migliora la sensibilità all'insulina.
  • Traslocazione GLUT4: aumenta l'assorbimento del glucosio nei muscoli.
  • Inibizione dell'alfa-glucosidasi: rallenta la scomposizione dei carboidrati.
  • Aumento dell'espressione di UCP1: aumenta la termogenesi e il consumo energetico.

Questi effetti molecolari contribuiscono congiuntamente a un equilibrio metabolico ottimale, in cui l'ossidazione del glucosio e dei lipidi è regolata in modo efficiente.


Prospettive di applicazione clinica

Le future applicazioni del D-allulosio potrebbero estendersi a numerosi ambiti:

  • Alimenti funzionali: sviluppo di prodotti a basso indice glicemico.
  • Prevenzione del diabete: come integratore dietetico per soggetti insulino-resistenti o prediabetici.
  • Terapia per il fegato grasso: tramite la modulazione favorevole del metabolismo lipidico epatico.
  • Nutrizione sportiva: ottimizzazione del grasso corporeo senza surplus calorico.


Sintesi

Il D-allulosio occupa un posto speciale tra gli "zuccheri rari" poiché è in grado di influenzare il metabolismo dei carboidrati e dei grassi senza fornire una reale fonte di energia.

I suoi effetti sono mediati da molteplici meccanismi: inibisce la gluconeogenesi, migliora la sensibilità all'insulina, attiva la via AMPK, riduce la lipogenesi e favorisce l'ossidazione degli acidi grassi.


Queste proprietà rendono il D-allulosio uno strumento promettente per mantenere la salute metabolica, prevenire l'obesità e ridurre il rischio di diabete di tipo 2.

 

 


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